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Tir fermi, la crisi arriva ai rifiuti: isole ecologiche chiuse a Messina. Qualche disagio nei Nebrodi e nella zona ionica

La protesta degli autotrasportatori si riflette sempre più sulla vita quotidiana dei siciliani. Alle difficoltà nella distribuzione delle merci si aggiungono quelle nella gestione dei rifiuti: da oggi, martedì 20 ottobre, tutte le isole ecologiche di Messina resteranno chiuse al pubblico fino a nuova comunicazione. Nei Nebrodi, San Marco d’Alunzio sospende la raccolta dell’indifferenziato a causa dell’agitazione. Anche Alcara Li Fusi annuncia lo stop per la stessa giornata, indicando come motivazione l’impossibilità di conferire in discarica.

A Messina il provvedimento è stato comunicato il 19 ottobre da Messinaservizi Bene Comune. Il fermo regionale, iniziato il 16 ottobre, ostacola il trasferimento dei rifiuti dai centri di raccolta agli impianti di destinazione. I cassoni non vengono svuotati regolarmente e gli spazi disponibili si sono saturati: le strutture non possono quindi accogliere ulteriori conferimenti.

Dopo la chiusura straordinaria di sabato 17 ottobre, arriva dunque una sospensione senza una data di riapertura già fissata. La ripresa dipenderà dal ripristino delle condizioni operative e sarà comunicata dalla società attraverso i propri canali ufficiali. L’avviso riguarda le isole ecologiche e non dispone una sospensione generale della raccolta porta a porta.

A San Marco d’Alunzio il collegamento tra protesta e interruzione del servizio è esplicito. Ma con un avviso pubblicato il 19 ottobre, il Comune ha comunicato che la raccolta della frazione indifferenziata prevista per martedì 20 non sarà eseguita, richiamando lo stato di agitazione degli autotrasportatori. Si tratta della sospensione di uno specifico turno di raccolta: il provvedimento non annuncia la chiusura del centro comunale.

Ad Alcara Li Fusi la comunicazione, anch’essa del 19 ottobre, informa i cittadini della sospensione dell’indifferenziato per il 20 ottobre «a causa della mancata disponibilità di conferire i rifiuti in discarica». Il testo e l’allegato non menzionano espressamente lo sciopero dei trasportatori. Il disservizio è quindi confermato, mentre il suo collegamento diretto con la protesta non è esplicitato nell’avviso. Anche in questo caso non viene disposta la chiusura del CCR.

Una chiusura è invece già programmata a Capo d’Orlando, ma per la festa patronale. Il Comune ha disposto la sospensione del porta a porta e la chiusura del CCR per giovedì 22 e venerdì 23 ottobre. L’avviso prevede per sabato 24 la ripresa della raccolta dell’organico e la possibilità di conferire l’indifferenziato al centro di contrada Pissi, dalle 7 alle 13. Il provvedimento non è legato alla vertenza degli autotrasportatori.

Oggi la raccolta porta a porta dei rifiuti indifferenziati è sospesa in 15 comuni della zona ionica: Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea.

In questo caso lo stop è interamente dovuto allo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante. I blocchi autostradali impediscono ai mezzi pesanti di raggiungere l’impianto di trattamento “Sicula Trasporti” di Catania, costringendo la società a sospendere i conferimenti. I cittadini di tutti i comuni elencati sono invitati a non esporre i contenitori in strada, poiché il ritiro non verrà effettuato.

A Palermo, intanto, Rap segnala rallentamenti nei centri di raccolta, nel ritiro di ingombranti e apparecchiature elettriche ed elettroniche e nei conferimenti di plastica e organico. Le difficoltà sulla A19 e agli svincoli, compreso quello di via Oreto, ostacolano il raggiungimento degli impianti esterni alla città. Il 19 ottobre risultavano bloccate in autostrada anche le autocisterne dedicate al percolato di Bellolampo. La società descrive una situazione sotto controllo, pur in presenza di disservizi, senza annunciare una chiusura generalizzata dei CCR.

La protesta degli autotrasportatori in Sicilia arriva al confronto del 20 ottobre a Milano con una situazione ancora irrisolta: difficoltà negli approvvigionamenti, ripercussioni sul settore agricolo e divisioni tra le organizzazioni della categoria. Il Cts si dice disponibile a revocare il fermo, ma chiede al Governo impegni concreti e formalizzati.

L’apertura al trasporto dell’ortofrutta su strada attraverso lo Stretto di Messina non ha determinato un ritorno alla normalità. Il 19 ottobre il mercato di Vittoria risultava ancora sostanzialmente fermo e la commercializzazione era bloccata anche a Mazzarrone, con prodotti a rischio deterioramento. Restano inoltre irrisolte le questioni legate al trasporto intermodale marittimo. Le difficoltà distributive si riflettono anche su alcuni supermercati di Messina e Catania, dove sono state segnalate carenze soprattutto di prodotti freschi.

Il fronte della protesta, intanto, si è diviso. L’Aias di Giuseppe Richichi ha preso le distanze dal Cts, annunciando iniziative autonome e confermando presidi e rallentamenti nel Catanese. Confindustria Catania aveva invece già scelto di non aderire al fermo, sostenendo il confronto istituzionale.

Al centro delle rivendicazioni del Cts figurano circa 104 milioni di arretrati, altri 70 milioni per il Sea Modal Shift, l’utilizzo immediato di 430 milioni di crediti d’imposta sul gasolio e ulteriori 400 milioni per i periodi senza copertura. Si tratta delle richieste della categoria, sulle quali si attendono risposte.

Gli incontri con Matteo Salvini in Prefettura a Milano prevedono le associazioni nazionali al mattino e i rappresentanti dei gruppi in protesta nel pomeriggio. La Regione ha annunciato anche un intervento contro il caro carburante attraverso le variazioni di bilancio. Fino a questo momento, tuttavia, non risulta ancora definita un’intesa capace di chiudere la mobilitazione.

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