Oggi, domenica 18 ottobre, un convoglio storico con carrozze degli anni Trenta parte da Messina e porta i viaggiatori in uno dei borghi più riconoscibili della Sicilia, la “città della ceramica”. Un’occasione per riscoprire il treno come esperienza e il territorio come patrimonio.
Un’iniziativa che rilancia le ferrovie “lente”
Il Treno della Ceramica rientra nella stagione dei treni storici siciliani. Il programma prevede 12 circolazioni dall’11 ottobre al 20 dicembre 2026, su alcune delle linee più panoramiche dell’isola. I convogli attraversano città d’arte, borghi e siti archeologici. Il servizio è gestito da FS Treni Turistici Italiani, con materiale rotabile di proprietà della Fondazione FS Italiane.
L’idea è doppia. Da un lato si conserva e si fa viaggiare il patrimonio ferroviario storico. Dall’altro si porta il turismo in località e in mesi che di solito restano fuori dai grandi flussi. Gli stessi promotori hanno invitato a partecipare non solo i visitatori, ma anche i siciliani, perché riscoprano la propria isola da un punto di vista insolito.
Il treno: carrozze Centoporte e Terrazzini
Il fascino del viaggio sta anche nel convoglio. Le carrozze Centoporte e Terrazzini degli anni Trenta hanno scompartimenti, sedili d’epoca e finestrini apribili, un’esperienza lontana da quella dei moderni treni regionali. Si aggiunge un bagagliaio, a ricordare i tempi in cui il treno era il principale mezzo di trasporto di persone e merci. Per chi ama la fotografia o semplicemente il piacere di guardare fuori, è un viaggio da vivere con calma.
Il percorso lungo la costa
La corsa segue la linea tirrenica, tra mare, promontori e piccoli centri. Il treno lascia Messina Centrale e arriva a Santo Stefano di Camastra. Fra le fermate ci sono Milazzo, Patti, Capo d’Orlando e Sant’Agata di Militello. Nelle edizioni passate la ripartenza era nel pomeriggio, con circa cinque ore da dedicare alla visita, ma gli orari variano di anno in anno.
Santo Stefano di Camastra: una città nata da una frana
La storia del borgo spiega perché sia diventato un luogo così particolare. Santo Stefano di Camastra nacque dopo che una frana distrusse l’antico abitato, nel Seicento. Fu quindi rifondata sulla costa con un impianto ordinato, a reticolo, che ancora oggi la distingue dai borghi di impronta medievale. Nel tempo la sua identità si è legata all’argilla e alla ceramica. Le botteghe lungo la strada principale producono maioliche decorate, vasi, piatti, pannelli e oggetti d’arredo, con colori vivaci e motivi che richiamano la tradizione siciliana.
Cosa vedere
Intorno alle 10:30 sono scesi dal treno della ceramica circa trecento passeggeri, accolti dall’assessore al turismo Alessandra Amoroso. Sei pullman li hanno poi condotti nel centro storico, dove hanno potuto ammirare, tra l’altro, i due belvedere di Porta Palermo e Porta Messina, oltre alla postazione allestita per l’occasione in piazza Matteotti: qui i tornianti hanno mostrato la propria abilità realizzando vasi legati alla tradizione locale.
Non è mancata la visita al Museo della ceramica di Palazzo Trabia, che ospita anche l’esposizione archeologica dei Nebrodi. Particolarmente apprezzata, inoltre, la tappa nel più grande opificio della città, dove i visitatori hanno potuto seguire le varie fasi della lavorazione della ceramica.
I passeggeri dello storico treno hanno lasciato il paese della ceramica intorno alle 17:30. Accompagnati ancora una volta dall’assessore Amoroso e dai sei pullman, hanno raggiunto la stazione ferroviaria, dove li attendeva il treno per il ritorno a Messina.
Tra i luoghi simbolo del borgo c’è Palazzo Trabia, sede del Museo della Ceramica: un edificio storico che conserva affreschi, pavimenti ceramici e collezioni dedicate all’arte dei maestri italiani e stefanesi. Nelle vetrine e nelle botteghe del paese si ritrovano anche figure identitarie come la Matrangela, la “pupa cu l’ali”, tradizionale statuina in terracotta smaltata legata alla memoria e alla cultura popolare siciliana.
Il Treno della Ceramica unisce così due patrimoni: quello ferroviario, fatto di carrozze che raccontano un’altra epoca del viaggio, e quello artigianale di Santo Stefano di Camastra, dove il sapere manuale continua a rappresentare una risorsa culturale, turistica ed economica per il territorio.
Il servizio è effettuato da FS Treni Turistici Italiani, società del Gruppo FS che opera sui rotabili storici di proprietà della Fondazione FS Italiane. Un’occasione per riscoprire la mobilità lenta e restituire valore ai borghi, alle loro botteghe e alle storie che sanno ancora raccontare. Sono inoltre disponibili bus navetta dalla stazione al centro cittadino, utili per chi vuole risparmiare tempo e fatica.
Le prossime occasioni
Chi non riesce a salire oggi ha altre date. Il calendario prevede la corsa Messina–Tusa l’8 novembre e la Catania–Caltagirone, ancora a marchio Treno della Ceramica, il 22 novembre. Caltagirone è un’altra capitale siciliana della ceramica, quindi il confronto fra le due destinazioni è interessante. Il 29 novembre è invece la volta del Treno del Cioccolato.
Perché conta
Il Treno della Ceramica è più di una gita. Mette in relazione tre patrimoni: quello ferroviario, quello paesaggistico e quello artigianale. Valorizza una linea storica, sostiene botteghe e comunità locali e propone un modo di viaggiare lento, che nell’epoca della fretta diventa esso stesso un’attrattiva.





