Una tregua per consentire all’ortofrutta siciliana di raggiungere i mercati prima che il fermo comprometta la merce già raccolta. Il Comitato trasportatori siciliani ha aperto alla ripartenza dei carichi da oggi, lunedì 19 ottobre, attraverso il trasporto su strada e il traghettamento sullo Stretto di Messina. Un allentamento della protesta contro il caro carburanti che riguarda una delle filiere più esposte ai danni dell’interruzione delle consegne.
L’obiettivo immediato è svuotare le celle frigorifere e rimettere in circolazione i prodotti deperibili. Particolare preoccupazione riguarda l’uva Italia, ferma in una fase decisiva della stagione commerciale. Il Cts ha riconosciuto l’impegno del vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, nella mediazione per consentire questa ripresa parziale.
Resta invece sospesa la ripartenza del settore intermodale, per il quale il Comitato attende la firma definitiva del protocollo d’intesa da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’apertura alle spedizioni agricole lascia dunque ancora irrisolti i nodi alla base della mobilitazione.
Intanto, al presidio davanti al porto di Palermo, la discussione riguarda anche l’efficacia degli interventi regionali. La Regione ha previsto 15 milioni di euro contro il caro gasolio, con una prima quota di contributo fino a 50 mila euro per impresa. Lo stanziamento punta a compensare parte dell’aumento dei costi sostenuti dagli autotrasportatori; la disponibilità delle risorse e la loro effettiva erogazione restano passaggi distinti.
Sui criteri di accesso è intervenuta Roberta Schillaci, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, che ha incontrato gli operatori al porto. La deputata riconosce l’importanza del sostegno economico, ma chiede che le modalità di assegnazione rispondano alle esigenze delle imprese. Secondo quanto riferito da Schillaci, tra i manifestanti emerge la richiesta di un confronto più approfondito sui criteri del provvedimento e sulle modifiche necessarie a rendere gli aiuti concretamente accessibili.
Il prossimo passaggio della vertenza è fissato per martedì 20 ottobre a Milano. Matteo Salvini ha confermato un doppio appuntamento: in mattinata, in Prefettura, il confronto con le associazioni nazionali e le rappresentanze sindacali; nel pomeriggio quello con i comitati spontanei, con i cui esponenti di Sicilia, Puglia, Calabria e Campania il ministro ha riferito di essere in contatto.
La partecipazione degli autotrasportatori siciliani era stata annunciata anche dal presidente della Regione, Renato Schifani, dopo il colloquio telefonico con Salvini. Il governatore ha assicurato l’impegno dell’esecutivo regionale a garantire risorse contro il caro carburanti, richiamando le variazioni di bilancio all’esame dell’Ars.
Sul tavolo nazionale ci sono lo sblocco dei finanziamenti già stanziati, rallentati dalla burocrazia, e la ricerca di ulteriori fondi. Salvini ha inoltre richiamato il peso degli oneri ETS sui collegamenti con le isole, criticando duramente le disposizioni europee e indicando Sicilia e Sardegna tra i territori maggiormente penalizzati.
L’ETS è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, esteso al trasporto marittimo dal 2024: impone alle compagnie interessate di coprire le emissioni attraverso apposite quote. È uno dei temi che accompagnano la richiesta degli autotrasportatori di ridurre i costi dei collegamenti e rendere sostenibile il lavoro delle imprese.
A18, code fino ad Acireale: forti disagi verso Catania
Intanto la protesta degli autotrasportatori si ripercuote anche sulla viabilità della A18 Messina-Catania. Nelle prime ore di oggi sono state segnalate lunghe code in direzione Catania, in prossimità del casello di San Gregorio, con rallentamenti estesi fino allo svincolo di Acireale. Il restringimento della carreggiata ha ridotto il transito a una sola corsia, provocando forti disagi agli automobilisti diretti nel capoluogo etneo. Una mattinata difficile per la circolazione, mentre l’apertura annunciata per i carichi di ortofrutta rappresenta soltanto un primo allentamento della mobilitazione.





