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Messina, Basile si dimette e rilancia: “Mi ricandido per dare alla città una guida stabile”. Piovono critiche dal centrodestra

Il sindaco lascia Palazzo Zanca ma annuncia subito la corsa bis. Elezioni anticipate a maggio e nuovo scenario politico in città.

Le dimissioni sono arrivate davvero e segnano uno snodo politico cruciale per la città. Federico Basile ha ufficializzato l’addio a Palazzo Zanca, sciogliendo un nodo che da mesi teneva banco nel dibattito politico cittadino. Un passo indietro che, nelle intenzioni del primo cittadino, vuole essere soprattutto un passo avanti: Basile ha infatti annunciato la propria ricandidatura, aprendo di fatto la strada alle elezioni anticipate previste per il mese di maggio.

L’annuncio nel Salone delle Bandiere

Il sindaco si è presentato in mattinata al Salone delle Bandiere senza l’ex primo cittadino Cateno De Luca, suo predecessore e leader di Sud chiama Nord. Davanti a giornalisti e fotografi, Basile ha scelto un tono pacato ma deciso, aprendo il suo intervento con una lunga ricostruzione dei risultati ottenuti negli ultimi anni.

Dalla raccolta differenziata al servizio idrico, dalla riqualificazione di Villa Dante al Parco Aldo Moro, passando per gli impianti sportivi, il risanamento dei conti comunali, le società partecipate, le assunzioni e gli eventi: una lista di “successi” che, secondo il sindaco, testimoniano il cambio di passo avviato dal 2018.

“Messina era una città dormiente, abbandonata per anni – ha affermato – oggi ha alzato la testa. Quando arrivò Cateno De Luca la situazione era disastrosa, abbiamo superato il Covid e io ho trovato una città finalmente normale, cercando di proseguire quel percorso”.

La crisi della maggioranza

Al centro della decisione, però, non ci sono solo i risultati amministrativi. Basile ha puntato il dito contro la progressiva erosione della maggioranza in Consiglio comunale. Eletto con 20 consiglieri su 32, oggi può contare su 13 seggi, dopo la perdita di sette consiglieri in due anni.

“Non è solo una questione di numeri – ha spiegato – ma di agibilità politica e di tempi. Una delibera che resta troppo a lungo in Aula blocca l’azione amministrativa. Ho sopportato tanto, ma la città non merita di essere tenuta sotto scacco”.

Parole che arrivano nonostante i dati raccontino una relativa solidità dell’azione di governo: in questi anni, infatti, una sola delibera dell’Amministrazione è stata bocciata dal Consiglio.

Dimissioni e ricandidatura

Il momento più intenso arriva quando Basile annuncia ufficialmente le dimissioni, spiegando di non voler cercare “accordi di convenienza” né con il centrodestra né con il centrosinistra. “Potrei continuare con un accordo politico, ma servirebbe a me, non alla città”, ha detto, visibilmente commosso.

La strategia è chiara: fermarsi ora, tornare al voto e ottenere una maggioranza “monocolore” che garantisca stabilità. “Meglio fermarsi tre mesi che restare un anno e mezzo in minoranza”, ha ribadito, annunciando subito dopo la ricandidatura: “Quando sono stato eletto ero il candidato di Cateno De Luca. Oggi Federico Basile candida Federico Basile”.

I conti e le partecipate

Ampio spazio anche al tema del risanamento finanziario. Basile ha ricordato il lavoro svolto sui conti comunali, il pagamento dei debiti ereditati e il rilancio delle partecipate. “Dal 2018 ci sono state oltre 4.000 assunzioni. Le partecipate non sono più carrozzoni, ma strumenti per offrire servizi che prima non esistevano”, ha sottolineato.

Non sono mancati riferimenti alle difficoltà iniziali del mandato, dai cantieri nelle scuole alle certificazioni di sicurezza: “Ci sono disagi, ma erano interventi necessari in una città abbandonata per anni”.

Verso il voto di maggio

Le dimissioni del sindaco aprono ora una fase di campagna elettorale anticipata e di manovre politiche. Centrodestra e centrosinistra sono già al lavoro per valutare candidature e alleanze, mentre Messina si prepara a un nuovo passaggio alle urne che potrebbe avere riflessi anche sul quadro politico regionale e nazionale. Il messaggio di Basile è chiaro: trasformare una crisi di maggioranza in un rilancio politico. Saranno gli elettori, a maggio, a dire se questa scommessa pagherà.

Partiti di centrodestra: Basile lascia per un capriccio politico

Con un comunicato unitario, le segreterie regionali dei partiti del centrodestra siciliano – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini Premier, Grande Sicilia – MPA, Noi Moderati e Democrazia Cristiana – hanno espresso una dura critica alla scelta del sindaco Federico Basile di rassegnare le dimissioni e aprire la strada a elezioni anticipate.

Secondo le forze di centrodestra, si tratta di una decisione che risponde a logiche politiche personali più che all’interesse della città, esponendo Messina a mesi di incertezza amministrativa e a una campagna elettorale che rischia di rallentare ulteriormente l’azione di governo locale.

“Le inopinate e assurde dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile sono motivate solo da un capriccio politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca, e dei desiderata di quest’ultimo. Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della Città c’è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica. E’ assurdo pensare ad una nuova fase commissariale per Messina proprio all’indomani di un’emergenza come quella del ciclone Harry, per di più le dimissioni di Basile lasceranno vuota anche la presidenza della Città metropolitana che svolge un ruolo fondamentale nella gestione della fase di ricostruzione nell’intera fascia dei comuni ionici. Siamo davanti ad un “coup de théâtre” di cui qualcuno si deve assumere l’onere davanti ai cittadini di Messina. Prendiamo atto della decisione odierna e come centrodestra siamo pronti a rispondere uniti con una candidatura autorevole per la guida della città di Messina”

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