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“Questa terra è dignità”: il Sindaco di Castel di Lucio difende il Feudo di Francavilla

Ci sono vicende che, pur nascendo da questioni tecniche o giuridiche, finiscono per toccare corde ben più profonde: l’identità di una comunità, la memoria collettiva, la dignità del lavoro. È questo il caso della vertenza tra il Comune di Mistretta e la Cooperativa San Placido di Castel di Lucio, che riguarda il futuro del fondo rustico di Francavilla, lotto n. 13, da circa 80 anni detenuto dalla Cooperativa, ma che potrebbe tornare nella disponibilità dell’ente amastratino che provvederà ad affidarlo ad aventi diritto.

Un terreno che non è solo “terra”, ma storia viva: da ottant’anni, infatti, rappresenta il pane quotidiano di decine di famiglie, la radice di una cultura agricola fatta di sacrificio, onestà e solidarietà. È qui che tre generazioni hanno costruito il proprio futuro, custodendo un patrimonio materiale e morale che oggi rischia di essere messo in discussione da “cavilli” e incertezze amministrative.

Alla vigilia del tentativo di conciliazione che si terrà presso l’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Messina il 9 settembre 2025, il sindaco di Castel di Lucio, Giuseppe Giordano — che è anche segretario e socio della Cooperativa — affida a “Quadro Chiaro” un appello che è insieme sfogo, testimonianza e richiamo all’unità. Le sue parole non parlano soltanto di un contratto mancato, ma evocano il valore della memoria, la forza della giustizia sociale e il dovere di difendere con coraggio le radici di una comunità.

Segue la sua nota integrale:

Un appello alle istituzioni e alle comunità

“Questa non è solo terra. È dignità. È memoria. È il pane che ha nutrito le nostre famiglie e il frutto del sudore di chi non ha mai chiesto privilegi, ma solo giustizia.”

Mi rivolgo oggi alle istituzioni, ai mezzi di informazione, e soprattutto alle comunità di Castel di Lucio e di Mistretta, che da sempre condividono confini, storia, lavoro e valori.

Parlo come Sindaco, ma anche come segretario, consulente fiscale e socio della Cooperativa San Placido, nata nel 1945, subito dopo la guerra. Fu allora che, grazie all’intervento del Prefetto dell’epoca, il Feudo di Francavilla venne affidato in affitto ai contadini, restituendo finalmente dignità e futuro a chi, con quella terra, voleva solo sopravvivere. Da allora, per 80 anni, circa 40 famiglie di Castel di Lucio hanno vissuto del lavoro onesto su quel fondo, mantenendo viva l’anima rurale del nostro territorio.


Una vertenza che mette in discussione 80 anni di storia

Abbiamo sempre rispettato ogni contratto, pagato regolarmente, coltivato con dignità. Eppure, oggi, ci troviamo davanti a una situazione assurda: dopo la naturale scadenza dell’affitto, il Comune di Mistretta ha indetto una nuova gara pubblica — e fin qui nulla da dire. Ma nonostante il nostro diritto di prelazione, sancito dalla storia e dalla legge, ci vengono opposti cavilli e ostacoli che, francamente, appaiono più come pretesti che come reali impedimenti.

Per anni, anche i commissari prefettizi che hanno guidato Mistretta hanno riconosciuto il nostro diritto, concedendoci l’immissione in possesso in attesa della regolarizzazione definitiva. Oggi, invece, pare che il clima sia cambiato. Nuovi pareri, nuove interpretazioni, nuove chiusure. E questo ci fa pensare che la posta in gioco non sia solo un contratto, ma qualcosa di più profondo.

Chiaro: non siamo davanti a un semplice disguido tecnico. Questa è una scelta politica. E rischia di aprire la strada a logiche che poco hanno a che fare con l’agricoltura, con il lavoro e con il bene comune.


Difendere tre generazioni di lavoro

Sia chiaro: non permetteremo che il sacrificio di tre generazioni venga cancellato con un colpo di penna. Per questo:

  • Ci difenderemo in tutte le sedi, con serietà e determinazione;
  • Chiederemo l’intervento del Prefetto, certi che non lascerà sola una comunità che ha sempre agito nel rispetto delle regole;
  • E se sarà necessario, ci rivolgeremo anche al Presidente della Repubblica, custode della nostra Costituzione e dei diritti delle piccole comunità.

Ma c’è di più: se ci verrà tolto questo diritto con la forza della burocrazia, allora avremo il dovere di presidiare simbolicamente il Feudo di Francavilla, per difendere con la presenza e la dignità ciò che per noi rappresenta identità, lavoro e memoria.


La frattura tra comunità vicine

Non possiamo accettare che, dopo 80 anni di lavoro onesto, questa terra venga oggi sottratta alla nostra comunità per essere assegnata ad altri soggetti, magari estranei al territorio, che nulla hanno condiviso con la sua storia, con i suoi bisogni e con i suoi valori.

Castel di Lucio e Mistretta sono sempre stati vicini. Le aziende dei due comuni hanno collaborato, i cittadini hanno condiviso lavoro e sacrifici. Oggi però, questa vicenda rischia di creare una frattura dolorosa. Proprio ora che, in ogni riunione tra Sindaci, parliamo di unità, coesione e futuro del territorio, questa scelta rischia di andare nella direzione opposta.

Se si nega oggi il rinnovo alla nostra cooperativa, si lancia un messaggio sbagliato e pericoloso: che chi ha sempre rispettato la legge, può essere sacrificato per altri fini. Che il lavoro non conta, che la storia non vale, che il diritto si può piegare.

E allora, lo dico con amarezza ma anche con profondo rispetto: questa, se confermata, sarà una pagina buia per la politica mistrettese. Una frattura storica, che lascerà il segno.


L’appello finale alla comunità

“La mia comunità si è sempre distinta per solidarietà, accoglienza e rispetto. Ha saputo affrontare la povertà con dignità, le difficoltà con il lavoro e le ingiustizie con la forza della ragione. Oggi non merita di essere umiliata da scelte ingiuste travestite da cavilli.

Abbiamo il dovere morale di non vanificare i sacrifici fatti dai nostri padri, dai nostri nonni, dai soci fondatori di questa meravigliosa cooperativa. Quelle mani che hanno arato la terra, quelle vite che hanno cresciuto famiglie in tempi duri, oggi ci chiamano a resistere, a difendere ciò che ci hanno lasciato.

E accanto a loro, voglio ricordare con rispetto anche chi ha saputo amministrare, organizzare e difendere questa cooperativa con intelligenza e determinazione, sostenendola non solo con il lavoro fisico, ma anche con visione, diplomazia e responsabilità.

Anche chi non c’è più cammina con noi in questa battaglia di dignità. Alle famiglie dei soci, ai cittadini tutti, dico: restiamo uniti. Perché quando una comunità resta unita, nessun potere può calpestarla. E questa terra — la nostra terra — la difenderemo con onore, con cuore e con coraggio.”

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