Dopo la chiusura dei seggi alle 23 di ieri, il dato che domina la scena politica è uno solo: l’affluenza. Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia registra una partecipazione del 46,07%, un livello che supera quello di ogni altro referendum del terzo millennio con voto distribuito su due giornate. Un segnale forte, che rende il risultato finale tutt’altro che scontato e amplifica il peso politico del verdetto delle urne.
Le votazioni riprenderanno oggi dalle 7 fino alle 15, quando si chiuderanno definitivamente i seggi e inizierà lo scrutinio.
Affluenza alta, quadro incerto
Il dato delle 23 consolida un trend già evidente nel corso della giornata: alle 19 si era raggiunto il 38,9%, quasi dieci punti in più rispetto al referendum costituzionale del 2020. Un’accelerazione che ha sorpreso osservatori e partiti, alimentando interpretazioni divergenti.
Secondo alcuni sondaggi circolati nei giorni scorsi, una partecipazione elevata potrebbe favorire il “Sì”. Tuttavia, la distribuzione territoriale del voto suggerisce cautela:
- Emilia-Romagna in testa con il 53,69%
- Toscana e Lombardia subito dietro
- Sicilia fanalino di coda con il 34,94%
Regioni storicamente orientate verso il centrosinistra – e quindi associate al “No” – figurano tra quelle con maggiore affluenza, rendendo il quadro ancora più imprevedibile.
I sondaggisti parlano apertamente di una situazione “aperta”, mentre dal centrodestra arrivano inviti alla prudenza. Il senatore leghista Claudio Borghi ha messo in guardia: i sondaggi “non sono affidabili” e non bisogna considerare il risultato già scritto.
Un voto che pesa sul futuro politico
Con un’affluenza così alta, il referendum assume inevitabilmente un significato che va oltre il merito della riforma. Il risultato potrà essere letto come un rafforzamento o una bocciatura dell’azione di governo, un’indicazione politica in vista delle prossime elezioni, un test sulla tenuta delle coalizioni. Se il dato finale confermerà questa mobilitazione, difficilmente il voto potrà essere ridimensionato come accaduto in altre consultazioni referendarie.
Attesa per il verdetto
Ora l’attenzione si sposta sulle ultime ore di voto e soprattutto sullo scrutinio. L’incertezza resta elevata, ma una cosa è già chiara: il referendum ha riportato gli italiani alle urne in modo massiccio. E il risultato, qualunque esso sia, avrà conseguenze politiche difficili da ignorare.




