Avvicendamento nella giunta Schifani alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali. La delega resta in area autonomista
Cambio in corsa nella giunta regionale guidata da Renato Schifani. A pochi mesi dal suo ingresso nell’esecutivo siciliano, Elisa Ingala ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di assessora alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali.
Il presidente della Regione ha accettato le dimissioni e ha designato al suo posto Francesca Garigliano, avvocata catanese e componente del consiglio di amministrazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. La nuova assessora dovrà prestare giuramento davanti all’Assemblea regionale siciliana nella prima seduta utile.
Fino a quel momento, le competenze dell’assessorato saranno assunte ad interim dallo stesso Schifani.
L’avvicendamento si colloca nell’area politica del Movimento per l’Autonomia, che nella giunta regionale esprime anche l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni. Si tratta, dunque, di una sostituzione nello stesso assessorato e nella medesima area politica, senza modifiche agli equilibri complessivi della maggioranza.
Le dimissioni di Ingala: “Decisione sofferta”
Elisa Ingala ha motivato la sua scelta con l’impossibilità di conciliare pienamente gli impegni professionali con il carico di responsabilità legato all’incarico istituzionale.
«Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dall’incarico di assessore regionale – ha spiegato –. È una decisione sofferta, che nasce dalla consapevolezza di non riuscire più a conciliare pienamente i miei impegni professionali con le responsabilità che questo ruolo richiede».
L’ex assessora ha parlato di un carico di lavoro diventato troppo gravoso per poter garantire la presenza e la dedizione necessarie. Una decisione, ha sottolineato, maturata dopo una lunga riflessione e legata al rispetto per le istituzioni e per i cittadini siciliani.
«Il servizio alle istituzioni merita dedizione piena – ha aggiunto Ingala –. Sapere di non poterla garantire mi fa sentire di venire meno a un dovere verso la Regione, verso i cittadini siciliani e verso chi mi ha affidato questa responsabilità».
Nel messaggio di congedo, Ingala ha ringraziato il presidente Schifani, l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e il Movimento per l’Autonomia per la fiducia ricevuta.
«Porterò con me il valore di questa esperienza e la gratitudine per aver potuto servire la Sicilia», ha concluso, augurando buon lavoro alla nuova assessora.
Chi è Francesca Garigliano
Francesca Garigliano è un’avvocata e vanta una precedente esperienza negli organismi societari di enti e società regionali. Attualmente fa parte del consiglio di amministrazione della Sac. In passato ha ricoperto incarichi anche all’interno di Irfis, la finanziaria regionale sempre più coinvolta nella gestione di contributi, bandi e avvisi pubblici.
La sua nomina arriva in una fase particolarmente delicata per l’amministrazione regionale. L’assessorato alla Funzione pubblica gestisce infatti dossier rilevanti per il funzionamento della macchina burocratica regionale, per l’organizzazione degli uffici e per i rapporti con gli enti locali siciliani.
Garigliano sarà chiamata a proseguire l’attuazione del programma di governo nella parte finale della legislatura, affrontando questioni che riguardano direttamente Comuni, personale regionale, autonomie locali e riorganizzazione amministrativa.
Schifani: “Proseguirà l’attuazione del programma”
Il presidente Schifani ha ringraziato Elisa Ingala «per il lavoro svolto in questi mesi e per il contributo dato all’attività della giunta di governo».
Rivolgendosi alla nuova componente dell’esecutivo, il governatore ha aggiunto: «Il nuovo assessore Francesca Garigliano proseguirà il percorso di attuazione del programma di governo».
Con il giuramento davanti all’Ars si completerà formalmente il passaggio di consegne. Per il momento, il governo regionale registra un nuovo avvicendamento, il primo dopo il recente riassetto della giunta che aveva portato all’ingresso di Ingala, insieme a Nuccia Albano e Marcello Caruso.





