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Sant’Agata, la Corte dei conti accoglie il ricorso: 13 anni per ripianare quasi 1,8 milioni

Superato l’obbligo di recuperare in tre anni il disavanzo legato al fondo di rotazione. La decisione alleggerisce la pressione sui prossimi bilanci, mentre prosegue il percorso di risanamento del Comune.

Il Comune di Sant’Agata di Militello ottiene una decisione favorevole nella controversia sui tempi di recupero del disavanzo derivante dal fondo di rotazione. Le Sezioni riunite della Corte dei conti, a Roma, hanno accolto il ricorso dell’ente contro la deliberazione della Sezione di controllo per la Regione Siciliana che aveva imposto il ripiano nell’arco di tre anni. L’accoglimento del ricorso è stato reso noto anche dal sindaco Bruno Mancuso.

Secondo l’esito comunicato, la somma potrà essere recuperata nei tredici anni residui del piano di riequilibrio finanziario. Un passaggio rilevante per la programmazione comunale: distribuire l’impegno su un periodo più lungo riduce il peso da sostenere nei singoli esercizi e rende meno gravoso il recupero.

Il disavanzo, però, resta da ripianare. La portata della decisione riguarda i tempi e le modalità con cui affrontare questa specifica componente dei conti comunali.

La questione riguarda quasi 1,8 milioni di euro

Al centro del contenzioso c’è l’accantonamento relativo alla quota residua del fondo di rotazione. L’importo indicato nelle ricostruzioni della vicenda è pari a 1.785.909,15 euro, quindi quasi 1,8 milioni. Recuperarlo in tre anni avrebbe comportato, considerando una semplice media, un impegno di circa 595 mila euro annui.

Per un Comune già impegnato in un percorso di riequilibrio, concentrare una cifra simile in pochi bilanci avrebbe ristretto sensibilmente le risorse disponibili. Da qui la scelta dell’amministrazione di contestare la prescrizione e chiedere una distribuzione del recupero compatibile con la durata del piano.

La differenza interessa direttamente i cittadini: una quota annuale più contenuta lascia maggiori margini per finanziare i servizi e organizzare le spese. Il beneficio consiste nella minore pressione sui bilanci dei prossimi anni; l’obbligo complessivo di risanamento rimane.

Perché il fondo di rotazione ha fatto emergere il disavanzo

Per comprendere la vicenda occorre risalire alla sentenza della Corte costituzionale n. 224 del 2023, depositata il 22 dicembre di quell’anno.

La Consulta ha chiarito che le anticipazioni del fondo di rotazione devono fornire liquidità per pagare debiti pregressi, senza trasformarsi in entrate capaci di aumentare artificialmente la disponibilità di spesa del Comune. Le somme ricevute e ancora da restituire devono quindi trovare un corrispondente accantonamento nel risultato di amministrazione.

In termini semplici, ricevere denaro da restituire non equivale ad avere nuove risorse proprie. L’accantonamento serve a rappresentare correttamente questo vincolo e può far emergere un disavanzo da recuperare.

È su tale adeguamento contabile che si concentra la controversia santagatese. La distinzione è essenziale per comprendere l’origine della somma contestata, senza confonderla automaticamente con nuove spese deliberate nell’ultimo esercizio.

La linea difensiva del Comune

Il ricorso è stato affidato agli avvocati Carlo Mirabile, Gianluca Brancadoro e Silvia Felicetti. Come QuadroChiaro aveva ricostruito nel giugno scorso, l’incarico era stato conferito con la determinazione n. 50 del 19 giugno 2026 per impugnare la deliberazione n. 85/2026/PRSP della magistratura contabile.

La difesa dell’ente ha sostenuto che il disavanzo derivante dall’accantonamento del fondo di rotazione dovesse essere valutato considerando la sua origine e il percorso di riequilibrio già in corso. L’obiettivo era ottenere tempi di recupero più sostenibili rispetto al ripiano triennale. Per il collegio legale risultava previsto uno stanziamento complessivo di 10 mila euro, distribuito tra il 2026 e il 2027.

Queste sono le ragioni sostenute dal Comune nel contenzioso. Il loro preciso recepimento da parte dei giudici andrà ricostruito attraverso le motivazioni della nuova pronuncia.

Il passaggio in Consiglio comunale

La questione aveva accompagnato anche il confronto sui conti durante l’estate. Nell’ordine del giorno del Consiglio comunale del 30 luglio 2026 figuravano espressamente il disavanzo da fondo di rotazione, il richiamo alla sentenza costituzionale e alla deliberazione della Corte dei conti, insieme alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Nel percorso descritto dall’ente si inserisce l’accantonamento provvisorio di 178.590 euro, previsto con la deliberazione di salvaguardia approvata a fine luglio. Una misura adottata mentre era ancora pendente il ricorso, da distinguere dalle quote definitive del recupero su tredici anni.

I tredici anni rientrano nel piano già esistente

Il riferimento alla durata residua aiuta a chiarire un altro aspetto: Sant’Agata di Militello è già inserita in un piano di riequilibrio ventennale, relativo al periodo 2019-2038.

Il piano fu adottato dal Consiglio comunale il 27 gennaio 2019 e approvato dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti nel 2021, con prescrizioni. La decisione oggi comunicata interviene dunque su una specifica questione emersa durante l’attuazione di quel percorso.

Per valutarne gli effetti concreti sarà necessario conoscere come verrà distribuito il recupero nei bilanci interessati e come le relative quote si coordineranno con gli altri impegni dell’ente.

Servizi e tributi: cosa cambia per i cittadini

Il sindaco Bruno Mancuso ha espresso soddisfazione per l’esito del ricorso, sottolineando le conseguenze positive per la continuità dei servizi. Ha inoltre ringraziato la responsabile dell’Area finanziaria Giuseppina Smiriglia, la segretaria comunale Maria Gabriella Crimi, i collaboratori e i consiglieri che hanno sostenuto la posizione dell’amministrazione.

Sul piano amministrativo, poter distribuire il recupero su più anni riduce la necessità di concentrare misure correttive in un periodo breve. È questo il risultato più significativo per la comunità.

L’effetto su servizi, tariffe e tributi dipenderà comunque dalle future decisioni di bilancio. L’amministrazione dispone adesso di un orizzonte più ampio per affrontare questa quota di disavanzo; dovrà tradurlo in una programmazione capace di rispettare gli impegni del piano e sostenere le esigenze della città.

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