La Sicilia continua a fare i conti con un’emergenza incendi che, complice l’ondata di calore e il vento, non concede tregua. La provincia di Palermo è tra le aree più colpite: il fronte più critico resta quello di Castronovo di Sicilia, dove le fiamme hanno raggiunto la periferia del centro abitato costringendo all’evacuazione precauzionale di alcune abitazioni, mentre decine di squadre sono impegnate senza sosta per contenere il rogo.
Il sindaco Vitale Gattuso ha lanciato un appello urgente chiedendo rinforzi e l’intervento dei mezzi aerei. L’incendio, alimentato dalle temperature elevate e dalla vegetazione ormai arsa dalla siccità, si è sviluppato tra il colle San Vitale e la zona di Santa Caterina, avanzando rapidamente verso le abitazioni e mettendo a rischio anche infrastrutture strategiche.
Potabilizzatore minacciato e problemi nell’erogazione dell’acqua
Oltre al pericolo per le persone, il vasto incendio ha interessato l’area del potabilizzatore Fanaco, nel territorio di Cammarata, costringendo Siciliacque a sospendere temporaneamente parte delle forniture idriche. La situazione ha provocato disagi in diversi comuni, mentre i tecnici hanno lavorato senza interruzione per ripristinare il funzionamento dell’impianto nel più breve tempo possibile.
La Protezione civile regionale ha definito quello tra Castronovo e Cammarata il fronte più delicato dell’intera giornata, tanto da inviare ulteriori funzionari e rinforzi provenienti sia dal Palermitano sia dall’Agrigentino per sostenere le operazioni di spegnimento.

Decine di roghi nel Palermitano
L’emergenza non riguarda soltanto Castronovo. Nel corso della giornata i Vigili del fuoco, il Corpo forestale e i volontari della Protezione civile sono intervenuti su numerosi fronti attivi.
Tra le aree interessate figurano:
- Altofonte;
- Bolognetta;
- Baucina;
- Prizzi;
- Misilmeri;
- Partinico;
- Caccamo;
- San Giuseppe Jato.
L’elevato numero di incendi ha richiesto uno sforzo straordinario del dispositivo antincendio regionale, già impegnato da giorni in tutta l’Isola.
Monte Jato, iniziata la conta dei danni
Intanto, mentre in molte zone si continua a combattere contro le fiamme, nel territorio di San Giuseppe Jato è già iniziata la ricognizione dei danni provocati dal devastante incendio che ha colpito il Monte Jato tra sabato e domenica.
Secondo il sindaco Giuseppe Siviglia, il rogo avrebbe una chiara origine dolosa. Le fiamme sarebbero state appiccate in più punti quasi contemporaneamente, una circostanza che ha reso necessario il massiccio impiego di Canadair ed elicotteri. L’incendio ha raggiunto anche l’area archeologica, costringendo all’evacuazione di circa cinquanta abitazioni. Grazie al lavoro coordinato dei soccorritori sono state salvate diverse strutture, tra cui una falegnameria e una villa, evitando conseguenze ancora più gravi.
Allerta massima in Sicilia
La giornata di oggi si inserisce in un quadro già estremamente complesso. La Regione Siciliana mantiene il livello di massima attenzione per il rischio incendi, favorito da temperature che in molte aree dell’isola hanno superato i 40 gradi e da condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla propagazione delle fiamme.
Nel corso della visita alla Sala Operativa Unificata Permanente, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino ha ringraziato il personale del Corpo forestale, i Vigili del fuoco, i volontari della Protezione civile e tutti gli operatori impegnati nell’emergenza, sottolineando anche l’importanza della rete di videosorveglianza regionale, che negli ultimi episodi ha già consentito di individuare presunti responsabili di incendi dolosi in tempi rapidi.
La situazione resta in continua evoluzione e, finché le condizioni meteorologiche non miglioreranno, il rischio di nuovi focolai rimarrà elevato in gran parte del territorio siciliano.





