spot_img
spot_img

5,3 miliardi per la Sicilia che soffre e il voto responsabile di 32 parlamentari

In politica il buonsenso non è mai scontato. Spesso viene sacrificato sull’altare delle bandiere ideologiche, delle opere simboliche e delle promesse lontane nel tempo. Per questo il voto espresso dall’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) sull’Ordine del Giorno che chiede la riprogrammazione dei fondi FSC destinati al Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un fatto politico di rilievo che merita di essere spiegato, compreso e riconosciuto.

Il voto dell’ARS: 32 deputati scelgono sicurezza e territorio

Trentadue deputati regionali, superando appartenenze e convenienze, hanno scelto di mettere al centro la sicurezza delle persone e la tutela del territorio, votando per destinare 5,3 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) a un programma straordinario di interventi per affrontare le conseguenze devastanti del ciclone Harry e degli eventi calamitosi che hanno colpito duramente anche il Comune di Niscemi. Lo hanno fatto nonostante il parere contrario del Governo regionale, assumendosi una responsabilità politica chiara: intervenire dove l’urgenza è reale e immediata.

Ciclone Harry e Niscemi: un’emergenza reale, non rinviabile

Il ciclone Harry non è stato un episodio marginale. Ha lasciato dietro di sé strade interrotte, abitazioni danneggiate, attività produttive in ginocchio, famiglie costrette a lasciare le proprie case. In un simile scenario, parlare solo di grandi opere future senza prima mettere in sicurezza il presente sarebbe apparso distante dalla realtà quotidiana dei cittadini. E proprio qui sta il senso del voto dell’Aula: la priorità non è ciò che si promette per domani, ma ciò che serve oggi.

Ponte sullo Stretto e fondi FSC: la questione delle priorità

Il Ponte sullo Stretto di Messina resta un progetto discusso, complesso, dai tempi lunghi e dagli esiti ancora incerti. Al contrario, la ricostruzione, il risanamento ambientale e la messa in sicurezza del territorio sono esigenze concrete, non rinviabili. Destinare le risorse FSC — nate per sostenere lo sviluppo e ridurre i divari territoriali — alla protezione dei cittadini e al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate significa applicare correttamente la funzione stessa di quei fondi.

Emergenza maltempo in Sicilia: i primi 90 milioni stanziati dalla Regione

Parallelamente, la Regione Siciliana ha già stanziato 90 milioni di euro per l’emergenza maltempo, approvando in tempi rapidissimi una legge che prevede ristori per le attività commerciali, sostegni a pesca e agricoltura, agevolazioni per le concessioni demaniali e misure a favore dei residenti delle aree colpite. È un primo passo importante, ma non sufficiente a fronteggiare una crisi di queste dimensioni. Proprio per questo il voto sui 5,3 miliardi di euro FSC assume un valore strategico: indica una direzione, una scala di priorità, una visione fondata sulla realtà dei territori siciliani.

Prima la sicurezza, poi le opere simboliche

Il messaggio che arriva dall’Assemblea Regionale Siciliana è semplice e comprensibile a tutti: prima la sicurezza, poi le opere simboliche; prima le persone, poi i progetti. È una scelta che non nega lo sviluppo, ma lo rende possibile, perché nessun territorio può crescere se resta fragile, esposto e insicuro.

Dalle decisioni ai fatti: la vera sfida

Ora la sfida decisiva è passare dalle deliberazioni ai fatti. Le risorse devono trasformarsi rapidamente in cantieri, interventi e opere concrete. Il tempo, dopo una calamità, non è una variabile secondaria: è la differenza tra fiducia e sfiducia, tra ripartenza e abbandono. I 32 parlamentari regionali che hanno votato questo Ordine del Giorno hanno indicato una strada di responsabilità e buonsenso. Tocca ora alle istituzioni, a tutti i livelli, percorrerla fino in fondo. Perché la vera grande opera, oggi, è mettere in sicurezza la Sicilia e non lasciare indietro nessuno.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles