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A Capo d’Orlando va di scena “Maréa”, un mare che unisce

Il 6 settembre a Borgo San Gregorio si è conclusa la prima edizione di Maréa, il progetto che ha celebrato pesca locale, tradizioni marinare e sostenibilità.

Si è conclusa il 6 settembre, a Borgo San Gregorio a Capo d’Orlando, la giornata dedicata a Maréa. Un progetto nato per valorizzare la pesca locale, le tradizioni marinare e il profondo legame che unisce la comunità al suo mare. L’iniziativa, è stata sostenuta dal Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027 che è riuscita a trasformare il borgo in un luogo di incontro, racconto e condivisione, riportando al centro i pescatori e i saperi tramandati da generazioni.

La manifestazione si è aperta al mattino con la suggestiva asta del pesce, curata direttamente dai pescatori del territorio. Tra gesti antichi e voci che riecheggiavano tra le barche tirate a secco, il pubblico aveva potuto assistere a una delle pratiche più identitarie della cultura marinara orlandina, riscoprendo il valore del pescato locale e della pesca costiera artigianale.

Nel pomeriggio, il programma era proseguito con il talk istituzionale, durante il quale è intervenuto anche Domenico Barbuzza, presidente del Parco dei Nebrodi. Barbuzza ha sottolineato come partecipare a Maréa significa “esserci”, ribadendo una visione di sviluppo integrato: ambiente, turismo, cultura ed economia come parti di una strategia unica capace di generare opportunità e futuro per le comunità dei Nebrodi e della Sicilia. Ha inoltre ricordato il ruolo del Parco non solo come ente di tutela, ma come motore di sviluppo e interlocutore autorevole del territorio.

A seguire un interessante workshop sul riconoscimento del pesce, sulla freschezza e sulle tecniche di sfilettatura che ha coinvolto appassionati e curiosi, offrendo un contatto diretto con la competenza dei pescatori. Non sono mancati  i laboratori per i più piccoli che hanno animato il borgo con attività dedicate alla biodiversità marina.

Lo showcooking proposto dal ristorante “Da Matteo “ha messo in risalto il pesce azzurro e le specie meno conosciute del territorio per proseguire con le degustazioni, accompagnate da musica dal vivo, esposizioni artistiche e momenti di convivialità che avevano coinvolto residenti, turisti e operatori del settore.

Maréa ha dimostrato di essere più di un evento. Un percorso culturale e comunitario che ha trasformato il pubblico da semplice spettatore a protagonista trasmettendo la conoscenza e le tradizioni dell’antico mestiere del pescatore.

Una manifestazione riuscita dal punto di vista di partecipazione di pubblico ma anche un punte tra passato presente e futuro. Ripartire dal proprio territorio per fare tursimo in maniera diversa, non focalizzando manifestazioni ed eventi nei periodi di picco dell’estate ma destagionalizzando. La ricetta sembra semplice ma spesso proprio le difficoltà si annidano nelle cose più evidenti.

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