La cenere vulcanica e i venti in quota mantengono chiusi i settori C1 e B3 dello spazio aereo. Dopo le proroghe di ieri, slitta ancora il termine della sospensione. Ai passeggeri l’invito a verificare il proprio volo prima di raggiungere Fontanarossa.
A Fontanarossa l’attesa si allunga ancora. I voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Catania restano sospesi fino alle 14.30 di oggi, martedì 15 settembre, per la presenza di cenere vulcanica in atmosfera. Una nuova proroga che porta i disagi nella seconda giornata consecutiva e lascia nuovamente in sospeso partenze, rientri e coincidenze.
Alla base del provvedimento, comunica Sac, la società che gestisce lo scalo, ci sono l’emissione di cenere dell’Etna e la direzione dei venti prevalenti in quota. Condizioni che hanno determinato il prolungamento della chiusura dello spazio aereo corrispondente ai settori C1 e B3, con la conseguente sospensione delle operazioni.
La sequenza delle comunicazioni racconta una situazione che continua a richiedere nuove valutazioni. Il primo stop era stato annunciato ieri mattina, con una sospensione degli arrivi fino alle 16. Alle 13.15 era arrivato un ulteriore aggiornamento: blocco esteso anche alle partenze e termine spostato alle 22.
In serata, la comunicazione Sac delle 19.30 aveva poi indicato le 10 di questa mattina come nuovo termine. Adesso un altro rinvio, fino al primo pomeriggio. Comunicazione Sac del 14 settembre.
Le 14.30 rappresentano il termine attualmente comunicato per la sospensione, non la garanzia che a quell’ora tutti i collegamenti possano riprendere regolarmente. L’evoluzione del fenomeno potrebbe richiedere ulteriori decisioni; anche l’eventuale riapertura dello spazio aereo va distinta dall’effettiva disponibilità del singolo volo.
La cenere vulcanica costituisce un rischio concreto per gli aeromobili. Come spiega l’INGV, le particelle presenti nelle nubi eruttive possono provocare abrasioni su parabrezza, fusoliere e turbine, fino a compromettere il funzionamento dei motori. È per questo che la valutazione della nube, della sua distribuzione e del suo spostamento assume un ruolo decisivo nella sicurezza del traffico aereo.
Il riferimento ai venti in quota aiuta a comprendere il problema: contano anche la direzione e la dispersione della cenere lungo gli spazi attraversati dagli aerei. Le condizioni percepite a terra, da sole, non permettono quindi di valutare se sia possibile volare in sicurezza.
Per i passeggeri resta essenziale verificare lo stato della prenotazione direttamente con la compagnia aerea prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto, controllando anche le comunicazioni ricevute tramite email, messaggi e applicazioni. L’orario generale indicato per lo stop non sostituisce l’aggiornamento relativo al proprio collegamento.
Questa nuova interruzione riporta al centro una fragilità che la Sicilia conosce bene: quando Fontanarossa si ferma, le conseguenze possono estendersi agli spostamenti per lavoro, studio, cure e necessità familiari. La sicurezza impone decisioni rigorose; la gestione dei disagi richiede informazioni tempestive e assistenza concreta.
Per chi deve partire o rientrare, ogni proroga significa riorganizzare ore, trasferimenti e impegni. Ed è su questa capacità di accompagnare i viaggiatori nell’incertezza che si misura una parte essenziale della risposta all’emergenza.





