Il lavoro viene svolto per intero. Lo stipendio viene annunciato a metà. È in questa sproporzione che si misura oggi la crisi dell’IRCCS Oasi Maria Santissima di Troina: mentre i dipendenti continuano a garantire assistenza e servizi, la certezza della retribuzione torna a vacillare. Secondo quanto denunciato dalla Cisl-Fp, la direzione generale ha comunicato il pagamento del solo 50% dello stipendio di settembre, che si aggiunge a spettanze pregresse ancora da liquidare. Per le famiglie, il problema ha una concretezza che nessuna spiegazione contabile può attenuare: le entrate si riducono, le scadenze restano.
A lanciare l’allarme sono il segretario territoriale della Cisl-Fp di Enna, Maurizio Sturnio, e il coordinamento aziendale. Il sindacato richiama arretrati retributivi e contrattuali riferiti anche al 2024, al 2025 e al 2026: quote e competenze rimaste aperte, sulle quali si sovrappone adesso un’altra mensilità incompleta. La richiesta è quella di dare finalmente una scadenza credibile all’attesa. Anche perché il personale, sottolinea la Cisl, ha continuato a sostenere l’attività dell’Istituto nonostante l’incertezza sui pagamenti.
Il passaggio è particolarmente significativo se confrontato con quanto accaduto in estate. Nel nostro approfondimento del 14 agosto avevamo registrato due versamenti: l’11 agosto il saldo del restante 50% di giugno; il 13 agosto l’intera retribuzione di luglio. Erano fatti positivi, che andavano riconosciuti. Avevamo però evidenziato che il recupero delle mensilità più recenti lasciava aperta la questione delle pendenze precedenti e della stabilità finanziaria.
L’annuncio su settembre mostra adesso che la regolarità dei pagamenti resta un problema. La sequenza racconta una difficoltà che riemerge e che rende insufficiente valutare la situazione sulla base del singolo stipendio saldato. Per chi lavora, recuperare una mensilità e ritrovarsi poco dopo a inseguire la successiva significa vivere senza poter programmare nemmeno le spese ordinarie.
La spiegazione indicata dall’azienda, secondo quanto riferiscono i sindacati, riguarda i crediti ancora da incassare dalla Regione Siciliana e dall’Asp di Enna. La direzione avrebbe illustrato nuovi sviluppi per il recupero dei conguagli dell’Asp e delle somme regionali destinate alle funzioni assistenziali. Sono interlocuzioni dalle quali possono arrivare risorse decisive, ma il loro valore per i dipendenti dipenderà dagli incassi e dalle conseguenti date di pagamento.
È qui che occorre rendere verificabili le rassicurazioni. Un quadro utile deve indicare, per ciascun ente, l’ammontare richiesto, le annualità interessate, le somme già riconosciute, quelle ancora sottoposte a verifica e le scadenze previste. La generica esistenza di crediti non permette di stabilire quanta liquidità possa effettivamente arrivare nelle prossime settimane. E senza quella previsione diventa difficile valutare anche la credibilità degli impegni verso il personale.
Nel quadro degli interventi pubblici c’è un precedente preciso. La scheda regionale del decreto n. 1458 del 24 aprile 2026 riporta l’impegno e la liquidazione di un’anticipazione di quattro milioni di euro in favore dell’Oasi. Nel precedente articolo QC aveva richiamato il riferimento di quelle risorse alle attività assistenziali del 2021. La legge di stabilità regionale per il 2026 ha inoltre previsto cinque milioni annui per il triennio 2026-2028, nell’ambito della convenzione per le funzioni assistenziali. Sono stanziamenti e strumenti con una destinazione specifica, dei quali va ricostruita l’effettiva traduzione in disponibilità di cassa.
Quei provvedimenti rendono necessario conoscere quanto sia stato materialmente incassato, quando, quali obbligazioni siano state coperte e quale fabbisogno resti scoperto. Il decreto, da solo, non descrive tutti questi passaggi. Una ricostruzione completa consentirebbe di valutare il peso dei tempi amministrativi, delle pendenze accumulate e della gestione dei flussi finanziari. Attribuire indistintamente tutto alla Regione, all’Asp o all’amministrazione dell’Istituto, senza questa verifica, significherebbe sostituire l’analisi con una scorciatoia.
Intanto si apre un ulteriore fronte: la composizione negoziata della crisi d’impresa, il cui avvio è richiamato dalla Cisl-Fp. Nella ricostruzione sindacale, la direzione ha precisato che questo percorso non equivale a un fallimento né a un commissariamento. La composizione negoziata è uno strumento volontario finalizzato al risanamento, nel quale un esperto indipendente agevola le trattative con i creditori e gli altri soggetti interessati.
Per i lavoratori, la verifica decisiva riguarderà i contenuti del percorso: gli obiettivi, i tempi, la tutela delle somme maturate e la continuità delle attività. La possibilità di ricercare un accordo di risanamento deve accompagnarsi a informazioni comprensibili per chi ha già sopportato rinvii e pagamenti parziali. La fiducia si ricostruisce rendendo misurabili gli impegni.
Sul versante della Fp Cgil di Enna, il segretario generale Alfredo Schilirò ha chiesto un incontro urgente con le istituzioni coinvolte. La lettera è rivolta al sindaco di Troina Alfio Giachino, al deputato regionale del Pd Fabio Venezia e ai vertici dell’Oasi: il presidente e direttore generale Michele Pitronaci, il direttore amministrativo Arturo Caranna e i direttori sanitari Vincenzo Manzella e Giuseppe Calamusa. Il sindacato indica in circa 700 i dipendenti interessati dalla crisi.
Schilirò riferisce inoltre che l’azienda ha prospettato difficoltà nel saldare i fornitori. L’allarme riguarda quindi una rete più ampia: lavoratori provenienti da Troina e dagli altri comuni dell’area settentrionale della provincia, attività economiche legate ai consumi delle famiglie, imprese che lavorano con la struttura. La Cgil teme anche ripercussioni sui pazienti e sui servizi. È il rischio di una crisi capace di propagarsi ben oltre i cancelli dell’Istituto.
A questo punto anche il confronto istituzionale deve produrre risultati verificabili. Agli enti pubblici spetta chiarire lo stato delle rispettive pratiche e dei pagamenti; all’Oasi illustrare la propria situazione finanziaria e un programma sostenibile per gli stipendi e gli arretrati. Sindaco e rappresentanza politica possono contribuire a ottenere queste risposte e a verificarne il rispetto. Una nuova riunione avrà utilità se consentirà di assegnare a ogni impegno un responsabile e una scadenza.
La prossima verifica è già indicata nella nota della Cisl-Fp: il 22 ottobre è previsto un incontro con le organizzazioni sindacali. La richiesta è di presentare documenti sulla situazione finanziaria e un calendario concreto per il pagamento integrale delle retribuzioni e delle spettanze arretrate.





