Un nuovo pronunciamento della magistratura del lavoro rafforza l’orientamento giurisprudenziale favorevole ai docenti precari sul riconoscimento della Carta elettronica del docente. Con la sentenza n. 520/2026, pubblicata il 16 giugno scorso, il Tribunale di Caltanissetta – Sezione Lavoro – ha accolto integralmente il ricorso di un insegnante, oggi assunto a tempo indeterminato, riconoscendogli il diritto a beneficiare della Carta del docente anche per gli anni di servizio svolti da precario.
Il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad accreditare al ricorrente 1.500 euro, corrispondenti ai tre bonus annuali da 500 euro relativi agli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025.
La vicenda giudiziaria
Il ricorso è stato patrocinato dagli avvocati Giovanni Occhiuto e Fabrizio Sansiveri, che hanno sostenuto l’illegittimità dell’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dal beneficio previsto dalla legge n. 107 del 2015 per l’aggiornamento e la formazione professionale.

La difesa ha richiamato i più recenti orientamenti della giurisprudenza nazionale ed europea, evidenziando come i docenti precari svolgano le medesime funzioni dei colleghi di ruolo e, pertanto, non possano essere discriminati nell’accesso agli strumenti destinati alla formazione professionale.
Elemento ritenuto rilevante nel caso concreto è stata anche la successiva immissione in ruolo del docente, avvenuta il 1° settembre 2025, circostanza che ha consentito al Tribunale di disporre non un semplice risarcimento economico, ma l’effettivo riconoscimento del beneficio attraverso l’accredito delle somme spettanti.
I richiami alla giurisprudenza
Nella motivazione della sentenza, il giudice del lavoro ha richiamato gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte di Cassazione, ribadendo il principio secondo cui la natura a termine del rapporto di lavoro non può costituire una ragione sufficiente per negare ai supplenti diritti connessi alla formazione professionale.
Secondo il Tribunale, il diritto-dovere all’aggiornamento rappresenta infatti un elemento essenziale della funzione docente e deve essere garantito senza discriminazioni tra personale a tempo determinato e personale di ruolo.
Ministero condannato anche alle spese
Il ricorso è stato accolto integralmente. Oltre a disporre l’accredito della Carta del docente per le tre annualità richieste, il Tribunale di Caltanissetta ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, costituitosi in giudizio, anche al pagamento delle spese processuali in favore dei difensori del ricorrente.




