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Gela, rifiuti interrati senza trattamento nella discarica di Timpazzo: cinque ai domiciliari e società sequestrata

L’inchiesta “Pi Greco” della Dda di Caltanissetta ipotizza traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione non autorizzata. Tutti gli indagati respingono le accuse e resta ferma la presunzione d’innocenza

Cinque misure cautelari agli arresti domiciliari, il sequestro preventivo della società che gestisce l’impianto e la nomina di un commissario giudiziale per garantire la prosecuzione dell’attività. È il quadro dell’operazione “Pi Greco”, eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Caltanissetta e dal Reparto territoriale di Gela, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia nissena sulla gestione della discarica di contrada Timpazzo.

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata. Si tratta, è bene precisarlo, di accuse ancora nella fase cautelare del procedimento. Gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Chi sono gli indagati destinatari dei domiciliari

I destinatari della misura cautelare sono Giovanna Picone, indicata come manager della società Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud srl, i tecnici Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore, e i responsabili d’area della discarica Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza.

L’indagine, sviluppata tra agosto 2023 e aprile 2025, si sarebbe basata su intercettazioni, videosorveglianza, controlli diretti, acquisizioni documentali e monitoraggio dei flussi di conferimento dei rifiuti nella piattaforma integrata per la gestione dei rifiuti non pericolosi di contrada Timpazzo.

Le presunte irregolarità nella gestione della vasca “E”

Secondo l’impostazione accusatoria, all’interno dell’impianto sarebbe stata realizzata una gestione irregolare e continuativa di rifiuti urbani, con conferimenti, movimentazioni e interramenti nella vasca “E” della discarica senza il rispetto dei cicli di trattamento previsti. Gli investigatori avrebbero documentato almeno 1.200 presunte operazioni illecite di trasporto e scarico, per un quantitativo complessivo stimato tra le 10 mila e le 12 mila tonnellate di rifiuti.

Il punto centrale dell’inchiesta riguarda il presunto mancato trattamento dei rifiuti prima dell’interramento. In particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati sarebbero stati conferiti direttamente in discarica senza completare le fasi di lavorazione previste dalla normativa e dalle autorizzazioni dell’impianto.

Il nodo dell’organico e gli incendi in discarica

Un altro profilo ritenuto rilevante dagli investigatori riguarda la frazione organica proveniente dai Comuni consorziati. Anche questi rifiuti, secondo l’accusa, sarebbero stati in più occasioni versati in discarica senza il necessario trattamento di stabilizzazione, indispensabile per ridurne la temperatura e limitare i rischi ambientali.

Proprio questa circostanza, nell’ipotesi investigativa, potrebbe essere collegata alla frequente insorgenza di incendi nell’area dell’impianto. Si tratta di un aspetto che gli inquirenti considerano particolarmente significativo ai fini della ricostruzione del presunto sistema di gestione contestato.

Il sequestro della società e la nomina del commissario

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta ha inoltre disposto il sequestro preventivo dell’azienda e delle quote sociali della Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud srl.

Alla società viene contestata anche la responsabilità amministrativa dell’ente, sulla base dell’ipotesi che i reati sarebbero stati commessi da figure apicali nell’interesse della stessa società e in assenza di modelli organizzativi idonei a prevenire condotte del genere.

Secondo l’accusa, il presunto sistema avrebbe prodotto vantaggi economici attraverso il risparmio dei costi di gestione e smaltimento. Anche su questo punto, tuttavia, sarà il prosieguo del procedimento a stabilire se l’impianto accusatorio troverà conferma.

Una discarica strategica per il sistema dei rifiuti siciliano

La nomina di un commissario giudiziale risponde alla necessità di garantire la continuità del servizio, considerata la rilevanza strategica della piattaforma di Timpazzo nel ciclo dei rifiuti dell’area sud della provincia di Caltanissetta e, più in generale, negli equilibri già delicati della gestione dei rifiuti in Sicilia.

L’impianto rappresenta infatti uno dei punti nevralgici del sistema regionale e la sua operatività assume un valore essenziale per evitare ulteriori criticità nella gestione dei conferimenti.

Oltre la cronaca giudiziaria: il tema dei controlli

L’inchiesta apre inevitabilmente un fronte molto ampio. Non riguarda soltanto eventuali responsabilità individuali, che dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, ma pone anche una questione pubblica sulla tenuta dei controlli, sulla governance degli impianti e sulla capacità del sistema regionale dei rifiuti di garantire legalità, tracciabilità e sicurezza ambientale.

Il caso Timpazzo, proprio perché riguarda una società pubblica e un impianto essenziale, assume un rilievo che va oltre la cronaca giudiziaria. Se l’ipotesi accusatoria dovesse essere confermata, ci si troverebbe davanti non a singoli episodi isolati, ma a un presunto metodo di gestione capace di incidere sui costi, sull’ambiente, sulla salute dei territori e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni chiamate a controllare.

La presunzione d’innocenza e i prossimi sviluppi

Per ora il procedimento resta nella fase delle indagini e delle misure cautelari. Gli indagati avranno la possibilità di difendersi, chiarire le rispettive posizioni e contestare le accuse. La vicenda giudiziaria dovrà seguire il suo corso, mentre resta immediata la necessità di assicurare che l’impianto continui a funzionare nel rispetto delle prescrizioni ambientali e delle garanzie di legge, in un settore particolarmente delicato come quello della gestione dei rifiuti.

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