L’avvio del procedimento per l’inserimento del nuovo svincolo autostradale di Gioiosa Marea nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche rappresenta il primo concreto passo verso un’infrastruttura attesa da decenni lungo la fascia tirrenica messinese.
Dopo l’annuncio del presidente del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), Filippo Nasca, si è svolto a Messina un incontro con Francesco Scaffidi Domianello, rappresentante del comitato cittadino “Terre di Gioiosa”, nel corso del quale sono stati affrontati sia gli aspetti tecnici dell’opera sia le criticità che continuano a interessare la viabilità del comprensorio.
Le difficoltà della Statale 113 e l’urgenza di una nuova infrastruttura
Nel corso del confronto, Scaffidi Domianello ha richiamato l’attenzione sulle condizioni della Strada Statale 113, in particolare nel tratto compreso tra Patti e Brolo, considerato uno dei più delicati dell’intera costa tirrenica.
L’arteria è da anni interessata da fenomeni franosi, forti raffiche di vento e continui interventi di manutenzione che incidono sulla regolarità della circolazione. A queste criticità si aggiunge la fragilità della rete viaria provinciale, frequentemente compromessa dal dissesto idrogeologico.
Secondo il comitato, proprio questa situazione rende sempre più urgente la realizzazione del nuovo svincolo autostradale, ritenuto un’infrastruttura strategica non solo per migliorare l’accessibilità dell’area, ma soprattutto per garantire maggiore sicurezza ai collegamenti dell’intero comprensorio.
Le criticità tecniche evidenziate dal CAS
Nel corso dell’incontro, il presidente Nasca ha illustrato le prime valutazioni tecniche relative all’intervento, sottolineando come la localizzazione dell’opera presenti complessità progettuali tutt’altro che trascurabili.
L’area individuata ricade infatti nel breve tratto compreso tra le gallerie Petraro e Calavà, un segmento particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza autostradale.
La normativa vigente impone standard molto rigorosi per la realizzazione di nuovi svincoli in prossimità delle gallerie e sarà proprio il nuovo studio preliminare di fattibilità, finanziato attraverso l’avanzo di amministrazione della Regione Siciliana, a stabilire se l’intervento possa essere realizzato nel pieno rispetto dei requisiti tecnici e senza compromettere la funzionalità dell’autostrada A20 Messina-Palermo.
Un percorso ancora lungo
Nasca ha ricordato che l’inserimento dell’opera nel Programma Triennale costituisce soltanto il punto di partenza di un iter amministrativo destinato a svilupparsi in più fasi.
Nei prossimi mesi saranno infatti necessari ulteriori approfondimenti progettuali, verifiche ambientali, valutazioni di fattibilità e, successivamente, l’individuazione delle risorse economiche indispensabili per finanziare la realizzazione dell’infrastruttura.
Si tratta di un percorso che, come dimostrano numerose opere autostradali già avviate in Sicilia, richiederà tempi non brevi. Il presidente del CAS ha tuttavia assicurato la volontà dell’Ente di procedere con la massima tempestività, anche alla luce delle richieste provenienti dal territorio e del piano di interventi già programmato sulla rete autostradale regionale.
La richiesta di accesso agli atti dei vecchi progetti
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato la richiesta avanzata dal comitato “Terre di Gioiosa” di poter consultare tutta la documentazione relativa ai precedenti tentativi di realizzazione dello svincolo.
Scaffidi Domianello ha chiesto formalmente di visionare gli atti storici per ricostruire le motivazioni che, negli anni passati, hanno impedito la concretizzazione dell’opera e verificare se le criticità allora evidenziate siano ancora attuali oppure possano oggi essere superate grazie all’evoluzione delle normative e delle tecniche progettuali.
Secondo il comitato, l’analisi della documentazione pregressa rappresenta un passaggio fondamentale per evitare che il nuovo procedimento amministrativo si trovi ad affrontare gli stessi ostacoli che hanno bloccato il progetto in passato.
Prossimo incontro dopo l’esame della documentazione
Proprio per consentire il reperimento e l’analisi degli atti storici, le parti hanno concordato di aggiornare il confronto a una successiva riunione. Nel frattempo, il territorio guarda a questo primo passo con un cauto ottimismo. L’avvio dell’iter amministrativo rappresenta infatti un segnale concreto dopo anni di attese, ma la strada verso la realizzazione dell’opera resta ancora lunga.
Per le comunità del comprensorio, il nuovo svincolo non rappresenta soltanto un intervento infrastrutturale: è la possibilità di migliorare la sicurezza della mobilità, ridurre l’isolamento del territorio e offrire una risposta strutturale alle criticità che, da troppo tempo, interessano la viabilità della costa tirrenica messinese.




