Oggi si è tenuta all’Assemblea Regionale Siciliana una seduta della IV Commissione Territorio e Ambiente, presieduta dall’on. José Marano, dedicata al caso della pista ciclopedonale sul lungomare di Torrenova. L’opera, finanziata con fondi pubblici per 5.850.000 euro, è stata al centro di polemiche a causa del cambio di destinazione d’uso da ciclopedonale a carrabile, disposto con due ordinanze sindacali in contrasto sia con il progetto originale che con i vincoli del finanziamento.
Ha aperto l’audizione il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che conosce bene le problematiche sollevate dagli auditi. Durante l’audizione, i rappresentanti delle associazioni territoriali hanno illustrato le criticità del provvedimento: l’ing. Salvatore Miano e il dott. Salvatore Gurgone, per il Circolo Legambiente Nebrodi “Tiziano Granata”, e Salvatore Miceli, presidente dell’associazione civica Agorà Torrenovese, hanno sottolineato che la pista era stata concepita esclusivamente per la mobilità dolce e che qualsiasi modifica in senso carrabile risulta amministrativamente impropria e potenzialmente illegittima.
Il dibattito ha inoltre evidenziato come l’opera, vincolata a finalità ambientali, sia stata strumentalizzata durante la campagna elettorale del 2022, usata come simbolo di sviluppo urbano, contravvenendo alla destinazione prevista dai fondi. L’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, presente in aula, ha accolto le osservazioni assicurando che il suo Assessorato si impegnerà a verificare la legittimità delle modifiche e a valutare provvedimenti per il ripristino della destinazione originaria e della legalità.
Ha destato particolare sorpresa l’assenza, per la seconda volta consecutiva, del sindaco di Torrenova, regolarmente convocato per fornire chiarimenti in Commissione. La mancata partecipazione è stata notevole, soprattutto considerando che l’amministrazione era consapevole fin dall’inizio dell’impossibilità di rendere carrabile l’opera.
Le associazioni hanno ribadito con forza la necessità di tutela della legalità, trasparenza amministrativa e rispetto delle finalità pubbliche di un’opera destinata alla fruizione sostenibile del litorale. L’audizione si è conclusa con l’auspicio che la Regione agisca concretamente per restituire alla comunità un bene pubblico progettato per la mobilità sostenibile, senza piegarlo a logiche estranee all’interesse collettivo.




