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Corruzione, chiesto il rinvio a giudizio per l’assessore Amata: udienza il 13 gennaio

È stata fissata per il prossimo 13 gennaio, davanti al Gip Walter Turturici, l’udienza preliminare che dovrà stabilire se rinviare a giudizio l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata. La Procura di Palermo ha depositato la richiesta di processo nei confronti della rappresentante di governo e dell’imprenditrice Caterina (Marcella) Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker S.r.l.
L’avviso, datato 4 novembre, viene reso noto soltanto ora.

Corruzione per atto d’ufficio: la contestazione

L’accusa formulata dagli inquirenti è una sola ma pesante: corruzione per l’esercizio della funzione (articolo 318 del codice penale), con richiesta di applicazione della misura preventiva prevista dall’art. 321.
Secondo la Procura, l’assessore Amata – qualificata come pubblico ufficiale – avrebbe ottenuto la promessa e la corresponsione di utilità da parte dell’imprenditrice Cannariato, in cambio dell’adozione del Decreto Assessoriale n. 2598 del 25 ottobre 2023. Con quel provvedimento la Regione avrebbe individuato, per un finanziamento da 30 mila euro, la manifestazione della Fondazione Marisa Bellisario “XXIII edizione Donna, Economia e Potere”, rappresentata in Sicilia proprio dalla Cannariato.

Le utilità contestate dalla Procura

L’assunzione del nipote dell’assessore, Tommaso Paolucci, presso la A&C Broker S.r.l. tra settembre 2023 e marzo 2024; Il pagamento dell’alloggio dello stesso giovane presso il B&B “Leone Suite” di Palermo, per un totale di 4.590,90 euro più IVA. Il presunto scambio corruttivo sarebbe stato ricostruito dagli investigatori ed è datato 31 marzo 2024.

Un filone della maxi-inchiesta sul turismo regionale

Il procedimento che coinvolge l’assessore Amata è solo uno dei filoni nati dall’ampia indagine sulla mostra milionaria della Regione Siciliana al MIPIM di Cannes.
Da quell’inchiesta sono scaturiti ulteriori fascicoli: uno riguarda il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno – per il quale si attendono ancora le determinazioni della Procura – e due sono relativi al comparto turistico. Il filone che oggi approda alla richiesta di processo è uno di questi.

La politica insorge: “Governo in caduta libera”

Immediate le reazioni dal mondo politico regionale, con toni che confermano il clima di forte tensione all’interno del Palazzo.

La Vardera (Contro Corrente): “Ennesimo schiaffo ai siciliani”

Durissimo l’intervento del deputato Ismaele La Vardera, che parla di “governo allo sbando”:
«Un giorno è Cuffaro e la Dc, quello dopo la richiesta di rinvio a giudizio dell’assessore Amata. Schifani ha messo insieme una squadra che fa acqua da tutte le parti e ora dovrebbe rimuovere anche lei. Una richiesta per corruzione per un assessorato che gestisce fondi pubblici è pura follia. Schifani abbia un sussulto di dignità e si dimetta: i danni prodotti in questi tre anni sono enormi».

De Luca (M5S): “Schifani ora estrometta FdI dal governo”

Sulla stessa linea anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonio De Luca, che invoca coerenza nelle scelte del presidente della Regione:
«Schifani non può fare il moralizzatore a corrente alternata. Ha estromesso gli assessori della Dc non indagati, ma su Fratelli d’Italia adotta un metro diverso? Dà un segnale chiaro: fuoriesca gli assessori del partito di Giorgia Meloni e poi si dimetta. Non ci sono più le condizioni per proseguire: nella sua maggioranza ci sono più indagati e imputati che riforme realizzate».

Scenario politico in fibrillazione

Il caso Amata rischia ora di avere ripercussioni dirette sugli equilibri della coalizione che sostiene il governo regionale.
L’udienza preliminare del 13 gennaio sarà il primo snodo giudiziario, ma sul fronte politico le conseguenze sembrano già essersi materializzate: la richiesta di una crisi di governo è ormai esplicita da più parti, mentre il presidente Schifani dovrà decidere se intervenire con un nuovo rimpasto o tenere la linea della continuità.

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