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Capizzi celebra i 50 anni del Circolo Musicale “San Giacomo”: mezzo secolo di musica, tradizione e identità

Grandi preparativi a Capizzi per i festeggiamenti del 50° anniversario del Circolo Musicale “San Giacomo”, in programma venerdì 18 luglio. Un compleanno speciale che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma l’inizio di un periodo di straordinaria intensità emotiva e spirituale per l’intera comunità nebroidea.

Un anniversario nell’Anno Santo Giubilare della Rinascita

La ricorrenza assume un significato ancora più profondo perché si inserisce nell’Anno Santo Giubilare della Rinascita, indetto per celebrare il 600° anniversario dell’arrivo a Capizzi della Reliquia di San Giacomo (1426-2026), storico dono del cavaliere aragonese Sancho de Heredia. In questo scenario di fede, storia e tradizione, la banda cittadina si conferma l’anima sonora della comunità: un ponte ideale tra il sacro della devozione popolare e il profano della festa, capace di accompagnare con la musica i momenti più significativi della vita del paese.

Una storia lunga oltre un secolo

Le origini della banda risalgono ai primi anni del Novecento. È però tra il 1978 e il 1980 che il complesso assume il suo assetto moderno, dando vita all’attuale Circolo Musicale “San Giacomo”. Da allora l’associazione ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la propria identità, interpretando i cambiamenti del territorio e offrendo a generazioni di giovani un’importante occasione di aggregazione, formazione culturale e crescita personale.

I maestri che hanno fatto la storia

Dietro i successi del Circolo c’è il lavoro di numerosi direttori d’orchestra che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costruirne il prestigio. Tra questi figurano Pietro Piscitello, Mario Di Costa, Nunzio Quartillo e Ignazio Macchione.

Un posto speciale nella memoria collettiva appartiene al Maestro Salvatore Folisi, che negli anni Ottanta, grazie al suo doppio ruolo di direttore della banda e docente di educazione musicale nella scuola media del paese, è stato un autentico mentore per tanti giovani. Con passione e dedizione è riuscito a trasmettere l’amore per la musica, accompagnando intere generazioni non solo nella formazione tecnica, ma anche nella crescita umana.

Quella tradizione educativa è proseguita dal 2011 con la guida del Maestro Salvatore Principato Trosso, mentre oggi la direzione artistica è affidata al Maestro Giuseppe Loiacono Pezzino.

Piatto offerto dal M°°Salvatore Folisi

Una realtà culturale che guarda al futuro

Oggi il Circolo Musicale rappresenta una delle realtà associative più vitali del territorio. L’organico conta circa 50 musicanti, ai quali si aggiungono una trentina di allievi pronti a entrare stabilmente nella banda e il gruppo delle majorettes, che con colori, coreografie e spettacolarità arricchisce ogni manifestazione pubblica.

Il programma della giornata

Le celebrazioni prenderanno il via nell’Aula Consiliare del Comune, dove si svolgerà un convegno istituzionale dedicato alla storia del Circolo. Attraverso testimonianze e ricordi sarà ripercorso il ruolo sociale, educativo e culturale che la banda ha svolto negli ultimi cinquant’anni.

Nel pomeriggio spazio alla tradizione con la sfilata del complesso bandistico lungo le vie del centro storico. Le storiche divise torneranno così ad animare i vicoli di Capizzi, portando la musica tra la gente.

La giornata si concluderà, dopo la solenne celebrazione della Santa Messa, nella suggestiva Piazza San Giacomo, dove la banda offrirà alla cittadinanza un grande concerto celebrativo, proponendo alcuni dei brani più significativi della propria storia.

«Cinquant’anni di storia condivisa»

Dal Circolo Musicale arriva una riflessione che racchiude il significato più autentico di questo traguardo:

«Cinquant’anni in cui le note hanno unito generazioni, le divise hanno raccontato il senso di appartenenza e ogni strumento ha dato voce a una storia condivisa».

L’augurio è che pentagrammi, ottoni e passi cadenzati possano continuare ancora a lungo a risuonare tra le strade del piccolo centro nebroideo, custodendo e tramandando un patrimonio culturale che appartiene all’intera comunità.

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