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Crisi all’Ars: scontro frontale tra opposizioni e governo Schifani, Aula bloccata

Nuova paralisi all’Assemblea Regionale Siciliana: il Movimento 5 Stelle, insieme al Partito Democratico, ha attuato una dura strategia ostruzionistica per costringere il presidente della Regione, Renato Schifani, a riferire in Aula in merito alle inchieste che coinvolgono il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessora al Turismo Elvira Amata (Fratelli d’Italia), accusata di corruzione. La tensione, già altissima dopo il sit-in delle opposizioni, ha portato ad un immediato blocco dei lavori parlamentari e al rinvio della discussione sulla riforma dei Consorzi di bonifica.

Consorzi di bonifica, riforma al palo e aula rinviata

La seduta fiume di ieri si è arenata già all’articolo 1 del disegno di legge, senza nessun progresso concreto, complice anche l’imponente ostruzionismo delle opposizioni. Il presidente Galvagno ha sospeso i lavori, riconvocando l’Aula per martedì 22 luglio, lasciando un lungo fine settimana per tentare un raffreddamento delle tensioni. Il rischio è ora di compromettere anche la Finanziaria bis, da approvare prima della pausa estiva, se non si troverà un accordo nei prossimi giorni.

Le richieste delle opposizioni: “Schifani riferisca, questa non è la nostra riforma”

Secondo il capogruppo M5S Antonio De Luca, l’Aula non è bloccata a causa delle opposizioni, ma per le responsabilità della maggioranza e per il “comportamento inaccettabile” dello stesso Schifani, accusato di sfuggire al dibattito pubblico sugli scandali che coinvolgono turismo e sanità. Sulla riforma dei consorzi di bonifica, De Luca ha definito il ddl “da riscrivere quasi completamente”, sottolineando che quella presentata non è la riforma attesa dagli agricoltori siciliani.

Anche il coordinatore M5S Sicilia, Nuccio Di Paola, ha accusato il governo regionale di “prendere in giro i lavoratori dei consorzi”, promuovendo stabilizzazioni non sostenibili e lasciando centinaia di precari in condizioni di incertezza economica. Per Di Paola “l’obiettivo di Schifani non è risolvere i problemi, ma preparare la sua ricandidatura”.

La controffensiva della maggioranza: “Ostruzionismo per bloccare le riforme e la manovra finanziaria”

Il capogruppo di Forza Italia, Stefano Pellegrino, ha risposto duramente, accusando opposizioni di Pd e 5 Stelle di voler strumentalizzare la situazione per impedire l’approvazione della manovra finanziaria da 350 milioni prevista dal governo Schifani. Un piano – sostiene Pellegrino – di rilancio per Sicilia, grazie all’aumento del gettito fiscale e a nuove norme storiche sull’autonomia fiscale, che sarebbe ostacolato solo per questioni di visibilità politica.

Sugli scandali, la maggioranza mantiene il silenzio istituzionale, ma Schifani continua a difendere la correttezza dei suoi assessori, nonostante l’indagine sulla cosiddetta “corrente turistica” e le nuove rivelazioni sull’uso illegittimo dei fondi pubblici.

Il PD all’attacco: “Il centrodestra scarica l’imbarazzo sul Parlamento”

Il capogruppo PD Michele Catanzaro ha contrattaccato, parlando di “goffo tentativo di scaricare sulle opposizioni l’inefficienza del governo Schifani e l’imbarazzo per le indagini sulla gestione delle risorse pubbliche”. Il PD chiede che Schifani si assuma pubblicamente le sue responsabilità in Aula, invece di comunicare solo con la stampa.

In sintesi: lo stallo all’Ars riflette una crisi politica profonda tra maggioranza e opposizioni, innescata sia da scandali giudiziari che da una riforma agricola contestata. Nei prossimi giorni si deciderà se prevarrà la linea del dialogo o se la paralisi proseguirà, con ripercussioni sulla vita amministrativa e finanziaria della Sicilia

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